Valori pressione alta

La pressione arteriosa, ossia la forza con la quale il sangue viene spinto attraverso i vasi sanguigni, dipende dalla quantità di sangue che il cuore spinge quando pompa e dalle resistenze che si oppongono al suo libero scorrere. Tale pressione risulta quindi strettamente legata all’efficienza della pompa cardiaca, ossia alla quantità di sangue espulso ad ogni contrazione, e all’elasticità delle pareti delle arterie, poichè in caso di restringimento dello spazio o di perdita di elesticità il sangue incontra maggiori difficoltà a scorrere e quindi la pressione aumenta oltreppassando quelli che sono i valori considerati normali.

Generalmente sono considerati affetti da ipertensione coloro che presentano in modo costante una pressione arteriosa minima e massima che supera rispettivamente 90 mmHg e 140 mmHg. Al riguardo riveste un’importanza fondamentale l’aggettivo “costante”: perchè si abbia ipertensione, e non episodi sporadici di innalzamento della pressione, tali valori elevati devono essere presenti a prescindere dall’ora del giorno in cui viene effettuata la misurazione o della presenza di fattori in grado o meno di condizionare la pressione arteriosa (sudorazione, attività fisica, ecc.).

I diversi valori della pressione che superano la soglia sopra indicata identificano lo stadio della patologia. In particolare, secondo le indicazioni fornite da uno speciale Comitato del National High Blood Pressure Education Program, pubblicate sulla prestigiosa rivista “The Journal of the American Medical Association”, una pressione arteriosa ottimale è <115/75 mmHg. E’ considerata “accettabile” la pressione arteriosa i cui valori sono <130/85 mmHg, mentre valori 130-139 / 85-89 mmHg sono già considerati indice di una pre-ipertensione. L’ipertensione di stadio 1 e l’ipertensione di stadio 2 sono invece caratterizzate da valori, rispettivamente, di 140-159 / 90-99 mmHg e >160 / >100 mmHg.

E’ bene precisare che tali valori devono essere intesi come delle linee guida aventi un significato generale. Per ogni singolo individuo, infatti, deve essere stabilito un livello di pressione adeguato sulla base di una serie di fattori, come età, peso corporeo, sesso e presenza di eventuali patologie.

Inoltre, coloro che presentano un livello di pressione arteriosa che li porta ad essere classificati come soggetti pre-ipertesi, non devono essere considerati soggetti malati che necessitano di un trattamente farmacologico, piuttosto devono interpretare tale situazione come una sorta di avvertimento che deve portarli a regolarizzare il proprio stile di vita e a correggere le cattive abitudini che possono causare un innalzamento della pressione, onde evitare di arrivare ad essere soggetti ipertesi e di doversi così sottoporre a tutte le cure di cui tale patologia necessita per evitare che abbia conseguenze gravi sulla salute dell’individuo.