Quando misurare la pressione

La frequenza di misurazione della pressione arteriosa varia a seconda dei casi specifici. Nei soggetti normotesi, la misurazione della pressione arteriosa è considerata una sorta di controllo di routine da fare almeno una o due volte l’anno, mentre nel caso dei soggetti ipertesi i valori della pressione arteriosa devono essere tenuti sotto controllo, pertanto la misurazione deve essere fatta almeno due-tre volte alla settimana, avendo cura di annotare i valori rilevati su una sorta di diario.

In tal caso è consigliabile effettuare le misurazioni settimanali in diversi momenti della giornata, inoltre qualora i soggetti siano persone anziane, è sempre consigliabile effettuare la misurazione su entrambe le braccia in modo da ottenere dati attendibili. Questo perché una eventuale aterosclerosi potrebbe causare il restringimento di un’arteria a livello di un braccio e modificare i valori pressori registrati, falsando così la misurazione.

Quando si misura la pressione occorre inoltre prestare attenzione al momento in cui si sceglie di farlo, questo sempre al fine di evitare di ottenere valori falsi. E’ quindi necessario evitare di misurare la pressione subito dopo i pasti, dopo aver fatto uno sforzo fisico, dopo aver subito una forte emozione, dopo aver fumato e dopo aver assunto caffè od altre bevande contenenti caffeina. E’ inoltre opportuno inoltre aver svuotato la vescica. Importante anche che il soggetto sia rilassato, in posizione comoda, in un ambiente tranquillo e ad una temperatura confortevole. Riguardo l’orario, invece, la maggior parte dei medici è concorde nel ritenere che non ci sia un orario ideale per misurare la pressione arteriosa, in quanto sia nei soggetti normotesi che nei soggetti ipertesi i valori tendono ad oscillare costantemente durante tutta la giornata in maniera del tutto fisiologica.

Ma come misurare la pressione arteriosa? Si può scegliere tra gli apparecchi elettronici automatici oppure optare per il classico sfigmomanometro a mercurio.