Pressione alta in gravidanza

L’ipertensione gestazionale consiste in un aumento della pressione sanguigna durante la gravidanza, generalmente dopo la ventesima settimana di gestazione.

Riguardo alle possibili cause, non sono stati ancora individuati con esattezza i fattori che potrebbero incidere in modo determinante sull’insorgenza del disturbo, tuttavia sono considerati fattori di rischio un’età inferiore ai 20 anni e superiore ai 35 anni; una dieta povera di calcio, zinco e proteine; predisposizioni genetiche; malfunzionamento della placenta; alterazioni del sistema immunitario; gravidanze multiple.

Pressione alta in gravidanzaTra i sintomi più comuni dell’ipertensione gestazionale figurano gonfiore alle caviglie, dolori addominali, gonfiore al viso, mal di testa, vomito, forte stanchezza e urine scarse.

L’ipertensione durante la gravidanza può essere molto rischiosa per il nascituro, pertanto la pressione arteriosa deve essere periodicamente controllata durante tutto il periodo della gestazione. Essa può infatti essere causa di un blocco della crescita o di mortalità neonatale.

In caso di accertata presenza di ipertensione gestazionale è anzitutto consigliabile il riposo al letto, nonché seguire lo stesso regime alimentare consigliato ai soggetti ipertesi, quindi drastica riduzione del sale e introduzione di abbondanti porzioni di frutta e verdura. Non bisogna assolutamente fumare, mentre è invece consigliato bere molto ed evitare sforzi eccessivi. Inoltre, su prescrizione del medico, è opportuno seguire una terapia farmacologica, valutata in base alle caratteristiche del disturbo e della persona. In ogni caso, l’assunzione di farmaci per la riduzione della pressione arteriosa durante la gravidanza è consentita solo dal terzo mese in poi. Sempre dopo un opportuno consulto con il medico è possibile valutare la possibilità di assumere integratori alimentari per ridurre la pressione arteriosa.