Ipertensione può causare demenza

Soffrire di ipertensione durante la cosiddetta “mezza età”, ovvero tra i 40 e i 64 anni, può causare demenza, ovvero una perdita di cellule cerebrali e danni alle funzioni del cervello, con conseguente perdita di memoria, declino cognitivo e deterioramento della capacità di pensiero.

A rivelarlo è un nuovo studio pubblicato sulla rivista Neurology, dell’American Academy of Neurology (AAN), secondo cui, dunque, sviluppare l’ipertensione durante la mezza età, dal punto di vista delle cellule cerebrali, potrebbe addirittura essere più pericoloso rispetto allo sviluppo dell’ipertensione durante la vecchiaia. A fronte di ciò, dunque, la parola d’ordine è prevenzione.

Prevenire l’insorgenza dell’ipertensione, dunque, significa prevenire possibili danni al cervello. Pertanto, tutti, ma soprattutto soggetti a rischio come persone in sovrappeso o soggetti che hanno casi di ipertensione in famiglia, devono iniziare seguire uno stile di vita sano e corretto il prima possibile, seguendo una dieta povera di sodio e carni rosse e ricca invece di frutta, verdura e alimenti ricchi di omega 3. Da tenere a mente, inoltre, tutti quelli che possono essere considerati rimedi e cure per la pressione alta. Fondamentale inoltre un controllo periodico dal medico e svolgere costantemente attività fisica.

Nel dettaglio, riguardo al problema dell’ipertensione, hanno partecipato allo studio 449 persone che hanno sviluppato la pressione altra durante la mezza età, 448 persone che l’hanno sviluppata durante la terza età e 369 non l’avevano mai sviluppata. Ebbene, rispetto alle persone che non avevano la pressione alta, le persone che l’hanno sviluppata nella mezza età hanno mostrato due volte in più la probabilità di avere aree del cervello con danno cerebrale. Lo studio ha quindi evidenziato che i danni al cervello derivanti dell’ipertensione sono strettamente legati anche all’età durante la quale si sviluppa la patologia.